N. 1010 - La crisi del debito sovrano e il prodotto potenziale italiano

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di Andrea Gerali, Alberto Locarno, Alessandro Notarpietro, Massimiliano Pisani giugno 2015

Il lavoro analizza l’impatto della recente crisi del debito sovrano sul prodotto potenziale italiano, fornendo una valutazione sia del contributo dell’aumento dello spread sui titoli pubblici, sia degli effetti attribuibili alle misure di politica economica adottate nel corso della crisi.

A tale fine si utilizza un modello neo-keynesiano di equilibrio generale dinamico, che permette di quantificare separatamente l’impatto di variazioni dello spread sovrano (che incidono sulle condizioni di finanziamento del settore privato), di manovre di finanza pubblica (che aumentano il prelievo fiscale sui redditi da lavoro e da capitale) e di riforme strutturali volte a favorire la concorrenza nel settore dei servizi. Il prodotto potenziale è definito come il livello “naturale” dell’output, ossia quello che si avrebbe, per dati prezzi relativi dei fattori produttivi, in assenza di rigidità nominali sui prezzi e sui salari, che costituiscono la principale fonte di inefficienza nel modello.

L’analisi è svolta utilizzando un approccio controfattuale, che confronta gli andamenti della simulazione con uno scenario fittizio, corrispondente all’ipotesi di “assenza di crisi”, nel quale non si considerano né aumenti dello spread, né interventi di finanza pubblica, né riforme strutturali.

I principali risultati del lavoro sono i seguenti.

Rispetto allo scenario di assenza di crisi, l’aumento dello spread e le misure di finanza pubblica adottate a partire dall’estate del 2011 avrebbero sottratto complessivamente 1,6 punti percentuali alla crescita del prodotto potenziale nel periodo 2011-2013 e comportato un ampliamento dell’output gap.

Nel complesso, i provvedimenti adottati per aumentare la concorrenza nel settore dei servizi, favorendo l’accumulazione di capitale e l’aumento dell’occupazione, potrebbero contribuire però ad accrescere di 3 punti percentuali il prodotto potenziale nel lungo periodo rispetto allo scenario di assenza di crisi e di riforme. Le misure adottate per consolidare la finanza pubblica, consentendo di raggiungere il pareggio di bilancio e, successivamente, di ridurre la pressione fiscale, potrebbero nel medio termine sostenere la crescita del prodotto potenziale italiano dell’ordine di 0,2 punti percentuali all’anno.

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