N. 1001 - L'attivazione di valore aggiunto interno da parte della domanda esteraUn confronto tra le principali economie dell'area dell'euro

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di Rita Cappariello e Alberto Felettigh gennaio 2015

Il lavoro analizza il ruolo delle esportazioni delle principali economie dell’area dell’euro (Francia, Germania, Italia e Spagna) nella creazione di valore aggiunto interno. L’analisi utilizza la recente metodologia di Koopman et al. (2014) per scomporre il valore aggiunto contenuto nelle esportazioni in base all’origine (interna o importata) e alla destinazione geografica finale.

I principali risultati sono i seguenti.

La capacità delle esportazioni di creare valore aggiunto interno si è progressivamente ridotta tra il 1999 e il 2011, a causa sia della maggiore integrazione delle imprese con fornitori esteri a monte dei processi di produzione, sia della crescente complessità delle catene di produzione internazionali. Inoltre, si riscontra una dipendenza del PIL dalla domanda finale estera crescente in Germania, costante in Francia, Italia e Spagna.

In tutti e quattro i paesi il peso della domanda finale proveniente dall’Unione Europea e dall’area dell’euro nell’attivazione del PIL è più contenuto di quanto emerga utilizzando le tradizionali statistiche di commercio estero sulle esportazioni. La ragione risiede nel rafforzamento delle catene europee di produzione.

Le stime mostrano una crescente dipendenza del PIL dei quattro paesi dalla domanda finale originatasi all’esterno dell’Unione Europea. In particolare, l’elasticità del PIL alla domanda finale della Cina è aumentata, ma soprattutto per la Germania; i produttori italiani, francesi e spagnoli appaiono relativamente più in ritardo nell’avvantaggiarsi dell’enorme potenziale di crescita del mercato cinese.

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