N. 999 - Le determinanti della qualità dei mutui erogati alle famiglie

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di Sauro Mocetti, Eliana Viviano gennaio 2015

Negli anni interessati dalla crisi finanziaria il tasso di anomalia dei mutui di nuova erogazione (la quota dei crediti successivamente scaduti, incagliati o passati a sofferenza) ha registrato un progressivo miglioramento, nonostante il concomitante forte peggioramento delle condizioni reddituali delle famiglie. Il lavoro analizza i meccanismi sottostanti tale evoluzione. In particolare, si stima l’effetto dell’evoluzione delle condizioni reddituali dei mutuatari sulla probabilità di insorgenza di una anomalia, tenendo anche conto dei cambiamenti intervenuti negli anni della crisi finanziaria nei processi di selezione della clientela operata da parte delle banche in fase di erogazione dei mutui.

I principali risultati sono i seguenti.

A partire dal 2008 le banche hanno applicato criteri di erogazione del credito più restrittivi. Tale processo ha contribuito in modo significativo alla riduzione del tasso di anomalia per le coorti più recenti di mutui: quelli accesi nel biennio 2008-09 registravano, a distanza di due anni dall’erogazione, un tasso di anomalia del 2,6 per cento, meno della metà rispetto al dato che si sarebbe osservato se le banche non avessero modificato i criteri di erogazione.

Controllando per l’effetto della selezione a monte operata in fase di erogazione, l’impatto dell’evoluzione delle condizioni economiche sul tasso di anomalia è significativo. Una variazione negativa del reddito pari al 10 per cento è associata a un incremento del 5 per cento della probabilità di un’anomalia nel rimborso del debito (a due anni di distanza dall’erogazione); la perdita del lavoro è associata a un raddoppio della stessa.

Pubblicato nel 2017 in: Journal of Banking & Finance, v. 75, pp. 53-63

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