N. 885 - Partiti, istituzioni, e l’impatto del ciclo elettorale a livello comunale

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di Marika Cioffi, Giovanna Messina e Pietro Tommasino ottobre 2012

Un’ampia letteratura mostra che, con l’approssimarsi delle scadenze elettorali, le amministrazione pubbliche modificano le proprie decisioni di bilancio, in particolare aumentando la spesa pubblica. Tuttavia l’evidenza finora disponibile è limitata in massima parte ai governi nazionali. Nel presente lavoro si considerano, invece, le scelte delle amministrazioni locali italiane. Si utilizza un data set costruito appositamente che include tutti i comuni (oltre 8,000) e copre un ampio intervallo di tempo (dal 1998 al 2006). Rispetto alle analisi precedenti, inoltre, il lavoro distingue tra sindaci appartenenti a partiti politici nazionali e sindaci espressione di liste civiche locali, oltre che tra i sindaci al primo mandato (e quindi rieleggibili) e quelli al secondo mandato (non più rieleggibili). Infine, il lavoro considera anche gli effetti sul ciclo elettorale della presenza di vincoli di bilancio stabiliti dal governo centrale e, in particolare, del patto di stabilità interno.

L’analisi, condotta attraverso la stima di modelli panel dinamici, evidenzia che: (1) la spesa pubblica è più elevata all’approssimarsi delle elezioni comunali; (2) i maggiori esborsi riguardano le erogazioni per investimenti; (3) l’incremento è particolarmente pronunciato nel caso in cui il sindaco in carica appartenga a una lista civica.

Nella seconda parte del lavoro si valuta se le maggiori spese sostenute dai sindaci prima delle elezioni aumentino o diminuiscano la probabilità di rielezione. Anche in questo caso, emerge una differenza tra i sindaci legati a un partito politico nazionale, per i quali l’aumento della spesa non appare efficace ai fini elettorali, e quelli espressione di liste locali, per i quali l’effetto risulta essere positivo.

Nel complesso, i risultati del lavoro sono coerenti con l’ipotesi che i partiti politici nazionali disincentivino politiche di spesa elettoralistiche da parte dei propri sindaci, poiché hanno forti incentivi a coltivare una buona reputazione. Infatti, i partiti politici nazionali, al contrario delle liste civiche locali che si presentano in un numero limitato di comuni e hanno una vita di norma breve, devono affrontare un numero maggiore di competizioni elettorali. Inoltre, i partiti nazionali hanno a disposizione risorse maggiori delle liste civiche (sia finanziarie sia organizzative) che possono rendere meno importante per i loro candidati a sindaco l’utilizzo della leva della spesa.

Il lavoro mostra, infine, che il ciclo elettorale non appare essere influenzato dalla rieleggibilità o meno del sindaco in carica, mentre è meno pronunciato, in media, nei comuni soggetti al patto di stabilità interno.

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