N. 835 - Perché gli anni 2000 sono così diversi dagli anni settanta?Un’interpretazione strutturale dei cambiamenti negli effetti macroeconomici dei prezzi del petrolio negli Stati Uniti

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di Olivier J. Blanchard e Marianna Riggi novembre 2011

Gli shock petroliferi hanno contribuito in misura considerevole alla stagflazione degli anni settanta. Dalla metà del decennio successivo, a rincari del greggio altrettanto forti hanno invece corrisposto variazioni molto più contenute del PIL e dell’inflazione. Il lavoro analizza, con riferimento agli Stati Uniti, i cambiamenti strutturali che hanno favorito l’indebolimento del meccanismo di trasmissione degli shock petroliferi al ciclo economico.

Nella prima parte del lavoro si stima un modello vettoriale autoregressivo strutturale su due periodi distinti (1960-1983 e 1984-2007), per identificare la risposta delle principali variabili macroeconomiche a uno shock al prezzo del petrolio. La contrazione del PIL, quella dell’occupazione e la crescita dei prezzi dopo il 1983 sono pari a circa un terzo di quelle osservate nel complesso del ventennio precedente; la risposta del salario nominale, positiva nel primo periodo, si annulla nel secondo; la variazione del tasso di riferimento della politica monetaria è di entità simile nei due orizzonti temporali considerati e mostra un graduale aumento nel corso dei primi quattro trimestri successivi allo shock.

Al fine di interpretare questi risultati, nella seconda parte del lavoro si costruisce un modello dinamico di equilibrio economico generale, in cui le importazioni di petrolio rappresentano sia un input del processo produttivo, sia un bene di consumo. I parametri del modello sono stimati separatamente per i due periodi considerati. I risultati mostrano che, oltre al miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo del greggio nella produzione e nel consumo, l’indebolimento dell’impatto di uno shock al prezzo del petrolio sull’economia statunitense è riconducibile ai seguenti mutamenti: 

  • una forte riduzione del grado di rigidità del salario reale. Negli anni più recenti, infatti, la maggiore flessibilità dei salari reali non ha alimentato una spirale salari-prezzi, consentendo una più elevata stabilità dell’occupazione;
  • una maggiore credibilità della Riserva federale, misurata dal più solido ancoraggio delle aspettative d’inflazione. Mentre negli anni settanta gli shock petroliferi tendevano a innescare un circolo vizioso tra inflazione e aspettative, in quelli più recenti l’ancoraggio di queste ultime ha determinato un più favorevole trade-off di breve periodo tra attività economica e inflazione. La credibilità della Riserva federale ha inoltre reso la gradualità negli aggiustamenti del tasso di riferimento della politica monetaria più efficace nell’attenuare l’impatto dello shock sull’economia, in quanto il settore privato anticipa correttamente che aumenti del tasso di policy saranno seguiti da ulteriori rialzi.

Pubblicato nel 2013 in: Journal of the European Economic Association, v. 11, 5, pp. 1032-1052

Testo della pubblicazione