N. 729 - Una stima della produttività totale dei fattori derivata dal commercio

Go to the english version Cerca nel sito

di Andrea Finicelli, Patrizio Pagano e Massimo Sbracia ottobre 2009

Il lavoro sviluppa una nuova metodologia per la stima della produttività totale dei fattori (PTF) nel settore dei beni scambiabili internazionalmente, rispetto a quella di un paese di riferimento. La PTF viene stimata utilizzando dati sull’interscambio commerciale e sui costi dei fattori di produzione, sulla base di una relazione implicita nella versione generale del modello ricardiano proposta da Eaton e Kortum (2002). Rispetto all’approccio standard del development accounting, che consiste nel quantificare la PTF dalla funzione di produzione come il rapporto tra output e input aggregati, la metodologia qui proposta presenta due principali vantaggi. In primo luogo essa fornisce una vera e propria stima della PTF - coerente con un modello di equilibrio economico generale - invece di limitarsi a calcolare un semplice residuo della funzione di produzione; in secondo luogo la metodologia consente di ottenere agevolmente serie storiche lunghe e confrontabili tra paesi, in quanto non necessita di una misurazione delle quantità di fattori impiegati, in particolare dello stock di capitale fisico.

La metodologia proposta sfrutta il risultato teorico di un lavoro collegato,1 nel quale si mostra che la PTF di un’economia aperta è pari a quella che prevale in un regime di autarchia (stimabile come indicato da Eaton e Kortum, 2002), moltiplicata per una misura del suo grado di apertura al commercio internazionale. Essa viene quindi utilizzata per stimare i livelli della PTF del settore manifatturiero, relativi a quello degli Stati Uniti, per 18 paesi dell’OCSE nel periodo 1985-2002. Tra i principali risultati vi sono i seguenti.

Nella graduatoria dei paesi considerati, la PTF degli Stati Uniti rimane la più elevata durante l’intero periodo di riferimento. Quella dell’Italia si colloca alla sesta o alla settima posizione, a seconda dell’anno considerato. Ciò contrasta nettamente con quanto evidenziato dagli studi basati sul development accounting, secondo i quali la PTF in Italia sarebbe stata, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, la più elevata del mondo — un risultato da molti giudicato anomalo. Inoltre, tra il 1985 e il 2002 la PTF dell’Italia rispetto agli Stati Uniti subisce un calo di soli 9 punti percentuali, nettamente inferiore a quello stimato con la metodologia standard (25 punti percentuali).

Per l’insieme dei paesi e dei periodi considerati, peraltro, è interessante osservare che le stime effettuate in questo lavoro presentano una correlazione molto elevata (nell’ordine del 70 per cento) con quelle di studi precedenti che utilizzano l’approccio del development accounting, nonostante le radicali differenze tra le due metodologie e i dati utilizzati.

1 Finicelli, Pagano e Sbracia (2009), “Ricardian Selection”, Temi di Discussione, n. 728.

Testo della pubblicazione