N. 728 - Selezione ricardiana

Go to the english version Cerca nel sito

di Andrea Finicelli, Patrizio Pagano e Massimo Sbracia ottobre 2009

Il lavoro analizza l’effetto dell’apertura al commercio internazionale sulla produttività totale dei fattori (PTF) nel settore dei beni scambiabili internazionalmente, nell’ambito del modello Ricardiano. È noto che in questo modello, in assenza di distorsioni e di esternalità, l’apertura al commercio internazionale determina sempre un aumento del benessere sociale, ma non necessariamente del livello di PTF. Se, ad esempio, un certo paese ha un vantaggio comparato nella produzione di beni a bassa produttività, in seguito alla rimozione delle barriere al commercio esso si specializzerà nella produzione di tali beni; questo processo di “selezione avversa” determinerà, pertanto, un calo della PTF di tale paese rispetto a quella di autarchia.

Nel lavoro si mostra che, in un contesto con molti paesi e molti beni, il segno e l’entità della variazione della PTF dipendono dal tipo di distribuzione delle produttività delle imprese nei vari paesi. In particolare si dimostra che la PTF aumenta se le distribuzioni delle produttività sono indipendenti tra paesi o, nel caso di distribuzioni correlate, se esse appartengono ad alcune famiglie comunemente utilizzate in letteratura per descrivere le produttività delle imprese (quali la Fréchet, la lognormale e la Pareto). In questi casi, l’effetto di selezione esercitato dalla concorrenza internazionale tende a far sopravvivere imprese mediamente più produttive e a far uscire dal mercato quelle meno produttive, determinando così un aumento di PTF.

Ipotizzando una particolare distribuzione delle produttività (a titolo esemplificativo nel lavoro si considerano delle Fréchet indipendenti), i risultati trovati consentono anche di quantificare il guadagno di PTF nel settore dei beni scambiabili internazionalmente (identificato con il settore manifatturiero) e quello in termini di salari reali (che costituiscono una misura del benessere sociale) che ogni paese consegue rispetto al regime di autarchia. Tali grandezze sono entrambe funzione del grado di apertura al commercio internazionale, misurato come il rapporto tra la domanda interna di beni manufatti e la produzione di manufatti venduta nel paese.

Per un campione di 41 paesi si trova che il guadagno di PTF derivante dall’apertura è mediamente pari all’11 per cento nel 2005 (al 6 per cento nel 1985); per la maggior parte dei paesi tale guadagno è crescente nel tempo. Per l’Italia il guadagno di PTF rispetto all’autarchia è, nel 2005, tra i più bassi tra quelli dei paesi avanzati, pari al 5,6 per cento (3,7 nel 1985). Per Germania e Francia il guadagno nel 2005 è pari al 9,3 e all’8,3 per cento, rispettivamente; la Spagna, che nel 1985 presenta un guadagno di PTF inferiore a quello dell’Italia (2,7 per cento), alla fine del periodo mostra un guadagno più elevato, pari al 6,6 per cento.

Pubblicato nel 2013 in: Journal of International Economics, v. 89, 1, pp. 96-109

Testo della pubblicazione