N. 610 - L'under-reporting della ricchezza finanziaria nell'indagine sui bilanci delle famiglie

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di Leandro D'Aurizio, Ivan Faiella, Stefano Iezzi, Andrea Neri dicembre 2006

Le principali fonti per la stima della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane provengono dalla Banca d’Italia e sono costituite dai Conti Finanziari, pubblicati con cadenza trimestrale, e dall’Indagine sui bilanci delle famiglie (IBF), realizzata ogni due anni. Le stime delle attività finanziarie di natura campionaria hanno il pregio di poter essere disaggregate per numerose caratteristiche rilevate nell’indagine ma risultano a livello aggregato sistematicamente inferiori a quelle basate sui Conti Finanziari (anche dopo avere tenuto conto delle differenze nelle definizioni).

L’obiettivo del lavoro è quello di presentare una procedura per correggere la distorsione delle stime della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane basate sui risultati dell’indagine sui bilanci, causata dalla reticenza dei partecipanti a indicare il possesso nonché l’ammontare effettivamente detenuto degli strumenti finanziari (under-reporting).

La procedura di correzione proposta si basa sulle informazioni ottenute da un’indagine su un campione di famiglie clienti del gruppo Unicredito (indagine UCI), raccordate ai dati sulle consistenze effettivamente detenute presso le banche del gruppo.

L’aggiustamento dei dati IBF avviene in due stadi successivi. Nel primo si misura la reticenza, confrontando le dichiarazioni degli intervistati nell’indagine UCI con i dati sulle consistenze effettivamente detenute, in funzione degli importi dichiarati e delle caratteristiche socio-economiche delle famiglie. Nel secondo stadio, le relazioni stimate allo stadio precedente sono estese al campione IBF, ottenendo valori aggiustati della ricchezza finanziaria per l’intera popolazione italiana di clienti bancari.

La media delle attività finanziarie corrette per l’under-reporting è pari a 59 mila euro (più del doppio rispetto ai dati non aggiustati), ovvero circa l’85 per cento della stima dei Conti Finanziari (a seconda dei parametri usati nel processo di aggiustamento, il valore è compreso tra l’81 e l’89 per cento). La maggiore correzione interessa le obbligazioni e i fondi comuni; anche a causa di ciò, la quota di famiglie con portafogli rischiosi aumenta sensibilmente.

L’intensità dell’aggiustamento risulta superiore per le famiglie con un solo componente e cresce con l’età del capofamiglia. Inoltre, essa aumenta per i capifamiglia con basso titolo di studio e per coloro che sono pensionati o disoccupati.

Nel complesso, dopo il processo di correzione, la concentrazione della ricchezza finanziaria mostra una lieve diminuzione.

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