N. 602 - Calcolo del valore a rischio di tasso di interesse basato su una rappresentazione in componenti principali della strutturaa termine: un'applicazione alle banche italiane

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di Roberta Fiori e Simonetta Iannotti settembre 2006

Il lavoro propone una metodologia ValueatRisk (VaR) per misurare l’esposizione delle principali banche italiane ai rischi derivanti da cambiamenti nei livelli e nella variabilità dei tassi di interesse. Dapprima si individuano i fattori di rischio attraverso un’analisi delle componenti principali delle variazioni registrate nella struttura a termine dei tassi di interesse nell’area dell’euro; successivamente i movimenti della curva sono simulati con tecniche Monte Carlo utilizzando distribuzioni non parametriche in grado di cogliere eventuali elementi di non normalità nel processo generatore dei dati. La distribuzione dei profitti e delle perdite delle banche ai fini del calcolo del VaR è ottenuta tramite un’approssimazione quadratica (deltagamma approximation function) che consente di abbandonare l’ipotesi di linearità nella relazione tra la variazione del risultato di portafoglio e la variazione dei tassi.

Il VaR giornaliero così ottenuto è confrontato con il VaR calcolato ipotizzando a) che la distribuzione dei fattori di rischio sia pari a quella effettivamente registrata nei 250 o 500 giorni precedenti e b) che i fattori di rischio siano normalmente distribuiti.

La procedura di verifica, condotta su un sotto campione di osservazioni, ha consentito di valutare i risultati dei tre approcci in relazione alle perdite effettivamente subite nel periodo che comprende i dati in inclusi nel campione di stima. Il modello non parametrico risulta più accurato per le banche con una differenza positiva tra la durata finanziaria dell’attivo e quella del passivo; non si riscontrano, invece, sostanziali differenze tra le diverse metodologie per le altre banche.

Il VaR calcolato su base annuale è, infine, confrontato con la misura di rischio che si ottiene utilizzando l’approccio standard proposto dal Comitato di Basilea nell’ambito del nuovo accordo sul capitale (secondo pilastro). I risultati delle due metodologie sono coerenti se i parametri di durata finanziaria utilizzati nella misura proposta dal Comitato sono calcolati sulla base dei tassi di mercato.

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