N. 562 - La partecipazione delle banche alle aste dell'eurosistema e l'integrazione del mercato monetario

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di Giuseppe Bruno, Maurizio Ordine e Antonio Scalia settembre 2005

Ogni settimana diverse centinaia di banche nell’area dell’euro partecipano all’asta dell’Eurosistema, nota come operazione di rifinanziamento principale. Tecnicamente essa consiste in una operazione pronti contro termine in cui le banche ottengono liquidità a titolo temporaneo. Il tasso d’interesse minimo di offerta viene fissato dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea e stabilisce un punto di riferimento per i rendimenti a breve termine. La liquidità immessa mediante l’asta viene successivamente redistribuita dalle banche assegnatarie sul mercato monetario, onde consentire l’assolvimento degli obblighi di riserva degli enti creditizi, il buon funzionamento del sistema dei pagamenti. L’asta si svolge in maniera decentrata: la raccolta delle offerte, il regolamento dei fondi e la gestione delle garanzie sono a cura delle Banche centrali nazionali, mentre la BCE compila la curva di domanda aggregata e decide l’importo da assegnare. Per il numero dei partecipanti e il valore nominale, che attualmente supera i 250 miliardi di euro, le aste dell’Eurosistema sono le più grandi mai eseguite al mondo.

Mediante stime di tipo panel, il lavoro studia le determinanti della scelta di partecipazione e le strategie delle banche nelle operazioni di rifinanziamento principali, in termini di importi richiesti e tassi offerti. L’analisi si caratterizza per l’esame completo di tutte le offerte individuali delle circa 1.000 banche che hanno partecipato almeno una volta alle aste, nel periodo giugno 2000 – agosto 2001, tenendo conto della nazionalità dell’offerente, della sua dimensione e della possibile appartenenza.

I risultati ottenuti mostrano che le banche perseguono strategie di ottimizzazione della liquidità. In particolare, un accumulo di riserve presso la propria banca centrale nazionale induce a ridurre la partecipazione alle aste, l’importo richiesto e il tasso offerto, e viceversa. Un aumento nella variabilità dei tassi d’interesse ha effetti misti: da un lato riduce il numero dei partecipanti, dall’altro induce le banche che scelgono di partecipare ad aumentare i tassi offerti. Queste ultime si caratterizzano pertanto per un più elevato grado di avversione al rischio rispetto alla media. La domanda delle banche è elastica alle aspettative sui tassi d’interesse. Inoltre l’aumento del differenziale tra i rendimenti dei titoli a lungo termine e il tasso a breve provoca una domanda aggiuntiva di fondi, poiché le banche provano a “cavalcare la curva dei tassi”.

Le stime indicano la rilevanza statistica di numerosi effetti paese, che si possono attribuire a diversità nella struttura dei mercati interbancari domestici, nella disponibilità e nel costo del collaterale. Nel corso del periodo esaminato le banche grandi e quelle appartenenti a gruppi creditizi hanno partecipato più stabilmente alle aste al confronto con un campione di controllo di banche piccole e indipendenti. Le prime fanno un uso più efficiente del collaterale e richiedono mediamente importi più elevati in rapporto alla dimensione, a conferma del loro ruolo di intermediari della liquidità verso il resto del sistema bancario.