N. 559 - Caratteristiche e mutamenti della specializzazione delle esportazioni italiane

Questo lavoro esamina i mutamenti nella composizione delle esportazioni italiane nel periodo compreso tra il 1985 e il 2001, con l’obiettivo di valutare se essi abbiano concorso al rallentamento dell’export italiano rispetto a quello mondiale negli anni novanta. L’analisi si sofferma da un lato sul rapporto tra specializzazione merceologica e dinamica del commercio mondiale e dall’altro sull’esposizione alla concorrenza dei paesi emergenti.

Nel periodo in esame non emergono variazioni significative nella specializzazione delle esportazioni italiane, rimasta concentrata in due categorie di merci: prodotti “tradizionali” a basso contenuto tecnologico (calzature, tessile e abbigliamento, mobili, pelli e pellami) e manufatti specializzati di livello tecnologico medio alto. Le merci della prima categoria hanno tuttavia subito una progressiva erosione dei loro vantaggi comparati rispetto ai concorrenti esteri, fenomeno che non ha invece interessato i manufatti specializzati.

Nella seconda metà degli anni novanta la dinamica della domanda mondiale per le varietà di merci di specializzazione dell’Italia, inferiore a quella media, ha influito negativamente sull’andamento delle esportazioni del paese. Un’analisi per indicatori sulla somiglianza delle esportazioni dei paesi della UE con quelle dei paesi emergenti evidenzia, inoltre, una sensibilità alla concorrenza di queste ultime relativamente maggiore per le esportazioni italiane, soprattutto nei manufatti “tradizionali”.

Distinguendo le esportazioni non solo per tipologia di beni, ma anche per qualità, approssimata dai valori medi unitari all’esportazione, il lavoro mostra che negli anni novanta soltanto una frazione molto contenuta delle esportazioni italiane è stata esposta alla diretta concorrenza delle merci provenienti dai paesi emergenti, ossia è stata venduta sui mercati internazionali a prezzi e in ammontare comparabili a quelli di queste ultime. Mediamente, le esportazioni dei paesi emergenti sono state di qualità inferiore.

Lo spostamento degli esportatori italiani verso produzioni di più elevata qualità, per far fronte alle pressioni competitive provenienti dai paesi emergenti, è stato più intenso nei comparti dei prodotti “tradizionali” a basso contenuto tecnologico. I dati relativi agli altri tre principali paesi dell’area dell’euro forniscono indicazioni analoghe a quelle ricavabili per l’Italia.

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