N. 465 - Capitale umano, cambiamento tecnologico e stato sociale

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di Ronald Bénabou dicembre 2002

Il lavoro esamina l'interazione tra il grado di diseguaglianza nella distribuzione del reddito, il cambiamento tecnologico e le politiche redistributive. Questa interazione complessa si incentra su due meccanismi principali. Il primo riguarda il ruolo della diseguaglianza nel determinare, attraverso il sistema elettorale, le politiche e le istituzioni che regolano la ridistribuzione della ricchezza. Il secondo concerne l'impatto che l'adozione di nuove tecnologiche può avere sulla diseguaglianza salariale tra lavoratori con differenti capacità. I temi affrontati nel lavoro sono rilevanti per il dibattito sugli effetti della globalizzazione, in quanto le interazioni a livello internazionale tra diversi contratti sociali e le tensioni che ne scaturiscono sono elementi chiave nell’ambito di quel dibattito.

Il contratto sociale alla base del funzionamento delle società moderne differisce in misura pronunciata anche per paesi molto simili quanto a caratteristiche economiche e politiche. In alcuni paesi l’imposizione fiscale è relativamente contenuta, in altri si osserva un'accentuata progressività del sistema impositivo; in certi paesi è lo Stato a farsi carico del finanziamento dell'educazione e del sistema sanitario, in altri ciò è demandato alle famiglie, alle imprese e alle comunità locali; è inoltre molto differenziato il grado di ridistribuzione implicito nelle regole del mercato del lavoro, lo sono la quantità e la qualità dei beni pubblici offerti.

Il modello teorico presentato nella prima parte del lavoro mostra che il consenso a un'accentuata ridistribuzione della ricchezza è possibile ove vi sia di fatto poca o molta diseguaglianza; è limitato per livelli intermedi. Si giustifica in tal modo la coesistenza di due sistemi alternativi: quello europeo, dove la ridotta diseguaglianza ha consentito lo sviluppo dello stato sociale, e quello statunitense che, in presenza di un maggior grado di diseguaglianza, lascia più spazio all'iniziativa individuale (laissez faire).

Negli ultimi venti anni molti paesi, in particolare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, hanno visto ampliarsi in modo significativo la disuguaglianza distributiva. Una possibile causa di tali sviluppi discende da una particolare caratteristica del recente sviluppo tecnologico: le nuove Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) richiederebbero - e quindi favorirebbero - soprattutto lavoratori dotati di un maggior livello di capitale umano.

Tale aspetto ha, nell'ambito del modello teorico sviluppato in questo lavoro, un'importante implicazione: l'ampliamento della diseguaglianza conseguente all'adozione delle nuove tecnologie dovrebbe avere effetti più dirompenti per il sistema europeo che non per quello statunitense o britannico. Tuttavia, quando si considerino gli incentivi all'utilizzo diffuso delle TIC, essi sarebbero più bassi laddove vi sia meno diseguaglianza, coerentemente con la più veloce e diffusa adozione delle TIC osservata negli Stati Uniti.

Sulla base del modello teorico elaborato nel lavoro si ritiene probabile che, anche per via delle trasformazioni tecnologiche in atto, si manifestino nel futuro sviluppi più iniqui dal punto di vista economico e politico.

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