N. 464 - Consolidamento ed efficienza nel settore finanziario: una rassegna dell’evidenza internazionale

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di D. Amel, C. Barnes, F. Panetta e C. Salleo dicembre 2002

La deregolamentazione, l’innovazione tecnologica e la crescente integrazione internazionale hanno fortemente accresciuto negli ultimi quindici anni la concorrenza tra le diverse tipologie di intermediari finanziari (banche commerciali e d’investimento, assicurazioni, società di gestione del risparmio), a livello nazionale e internazionale. La ricerca di maggiore efficienza operativa e di economie di scala ha dato luogo a un numero elevatissimo di operazioni di fusione e acquisizione: dal 1990 al 2001 nei dieci maggiori paesi industriali vi sono state più di 10.000 transazioni all’interno del settore finanziario.

Le fusioni e acquisizioni incidono profondamente sugli intermediari coinvolti, sui loro concorrenti e sulla loro clientela, e in ultima analisi sull’intera economia. La letteratura economica ha analizzato questi temi in una varietà di contesti, studiando paesi, settori e periodi diversi. Il presente lavoro riesamina criticamente questo filone di ricerca, ponendo in luce i tratti che accomunano settori, paesi e periodi temporali diversi. Il lavoro analizza inoltre le caratteristiche che traggono origine da peculiarità nazionali (ad esempio, la regolamentazione).

Un risultato di ordine generale è che le fusioni e acquisizioni consentono di cogliere economie di scala soprattutto a operatori di dimensioni relativamente contenute, in particolare nel settore delle banche commerciali e in quello assicurativo. Oltre la soglia rappresentata dalla dimensione minima ottima possono infatti emergere diseconomie di scala. Non si rilevano economie di scopo; tale risultato può tuttavia risentire di difficoltà di misurazione. In termini di efficienza operativa, l’adozione delle tecniche di gestione utilizzate dalle banche o assicurazioni più efficienti consentirebbe in ciascun paese una riduzione media dei costi compresa fra il 10 e il 20 per cento. Ciò nonostante, le fusioni e acquisizioni non danno sempre luogo al trasferimento di tecniche gestionali dalla azienda (banca o assicurazione) più efficiente a quella meno efficiente. Il successo delle operazioni è strettamente legato alle modalità con cui esse vengono realizzate e risente delle specificità del mercato in cui esse hanno luogo. Vantaggi sembrano derivare più da maggiori ricavi che da riduzioni dei costi.  

Infine, le operazioni realizzate tra intermediari di diversa nazionalità non sembrano generare significativi guadagni di efficienza. Questo risultato può tuttavia risentire del numero esiguo di ricerche sin qui effettuate, anche per il basso numero di operazioni cross-border.

Pubblicato nel 2004 in: Journal of Banking and Finance, v. 28, 10, pp. 2493-2519