N. 434 - La costruzione di indicatori coincidenti e anticipatori per il ciclo economico dell area dell euro

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di F. Altissimo, A. Bassanetti, R. Cristadoro, L. Reichlin e G. Veronese dicembre 2001

La ricerca è parte di un più ampio progetto di studio sulle proprietà del ciclo economico e dell’inflazione nell’area dell’euro, promosso dal Servizio Studi della Banca d’Italia e dal Centre for Economic Policy Research. Questo lavoro, in particolare, si propone di accertare l’esistenza di un ciclo economico comune all’intera area. A tal fine si sono resi necessari, da un lato, la costruzione di una banca dati che coprisse un’ampia gamma di fenomeni economici inerenti ai paesi membri; dall’altro, un metodo in grado di sintetizzare in modo efficiente le informazioni disponibili.

La banca dati – la prima del genere in Europa – è stata predisposta attingendo serie temporali a frequenza mensile dalle principali fonti (Eurostat, Banca Centrale Europea, OCSE, Istituti di statistica e di ricerca nazionali). La disponibilità di dati sufficientemente dettagliati e rispondenti a criteri minimi di armonizzazione ha indotto a limitarne la raccolta ai sei maggiori paesi (Germania, Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio), costruendo un insieme di 794 serie storiche.

Il metodo impiegato nell’analisi, incentrato su un modello a fattori dinamici generalizzato, è stato recentemente sviluppato da Forni, Hallin, Lippi e Reichlin (2000, 2001) e fornisce una struttura statistica rigorosa all’approccio euristico del National Bureau of Economic Research. Esso è fondato sull’ipotesi che la dinamica di ciascuna variabile possa essere rappresentata come somma di due componenti. La prima è determinata da un piccolo numero di shock comuni a tutte le serie della banca dati. La seconda, ortogonale alla prima, è una componente residuale idiosincratica. La stima della “componente comune” a ciascuna variabile depura i dati da eventuali errori di misurazione e da elementi dinamici con caratteristiche locali o specifiche. Il metodo consente anche di isolare la parte rilevante per l'analisi del ciclo economico delle componenti mediante un filtro simmetrico stimato sulla base di tutto il panel, che elimina da queste le oscillazioni con periodicità inferiore all'anno.

La media ponderata delle componenti comuni dei PIL dei sei principali paesi membri (che nel 2000 rappresentavano più del 90 per cento del prodotto dell’intera area) consente di ottenere un indicatore ciclico coincidente (nel Tema di Discussione n. 436, “Un indicatore coincidente riferito al mese corrente per il ciclo economico dell’area dell’euro”, si perviene alla costruzione di un indicatore analogo, fondato, però, su una evoluzione del metodo impiegato nel presente lavoro e su una banca dati ampliata).

Le variabili caratterizzate da un anticipo temporale di almeno cinque mesi sono state poi aggregate per costruire un indicatore anticipatore (leading) delle fasi cicliche dell’area, in base al quale è possibile ottenere una previsione a breve termine dell’indicatore coincidente.

Infine, la metodologia adottata ha consentito di estrarre informazioni sulla struttura temporale tipica (leading-lagging) e sul grado di commonality (quanta parte della variabilità della serie è spiegata dalla sua componente comune) di gruppi di serie temporali riferiti a vari fenomeni economici di interesse. Fra questi vi sono, ad esempio, le produzioni industriali, i prezzi al consumo e alla produzione, le inchieste presso le imprese e i consumatori, le variabili finanziarie e monetarie. L’individuazione, basata su un criterio statistico rigoroso, delle caratteristiche dinamiche di ciascuno di essi in corrispondenza dei punti di svolta del ciclo fornisce un ausilio non trascurabile all’analisi congiunturale tradizionale.

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