N. 428 - Nuove tecnologie e cambiamenti organizzativi: alcune implicazioni per le imprese italiane

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di Sandro Trento e Massimo Warglien dicembre 2001

L'informazione e la conoscenza sono risorse strategiche del nuovo regime tecnologico legato alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT - Information and Communication Technologies). Le ICT entrano nel controllo e nel coordinamento di tutti i processi dell'attività economica e sociale. Ricerche recenti, realizzate prevalentemente negli Stati Uniti, indicano una complementarità tra l'introduzione delle ICT e il cambiamento delle strutture organizzative delle imprese: i guadagni di produttività, generati dalle nuove tecnologie, sarebbero accresciuti dalla modifica delle strutture organizzative.

I nuovi modelli organizzativi si caratterizzerebbero per un maggiore decentramento delle decisioni all'interno dell'impresa; per un esteso ricorso alla sub-fornitura e per il passaggio da sistemi rigidamente gerarchici a strutture più "organiche", dove i canali verticali di scambio informativo sono sostituiti da canali orizzontali (inter-dipartimentali).

Le organizzazioni sono, in generale, un "modo di strutturare" attività interdipendenti. Una funzione essenziale del design organizzativo è quella di ricondurre la complessità di un sistema di attività a un livello compatibile con le capacità di coordinamento, che a loro volta dipendono dalla velocità e dalla qualità del processo di trasmissione ed elaborazione dell'informazione da parte delle unità da coordinare.

Le nuove tecnologie possono modificare profondamente il modo di funzionare dell'impresa consentendo, ad esempio, di avere in ogni istante informazioni sullo stato di funzionamento di tutte le macchine (nel caso dei sistemi manifatturieri flessibili automatizzati). Allo stesso modo, gli Enterprise Resource Planning System, una delle forme tipiche di "tecnologia di integrazione" alla base dei mutamenti in corso, consentono di integrare processi aziendali precedentemente distinti.

L'evoluzione di queste tecnologie di integrazione mostra due importanti caratteristiche: la necessità di codificare le pratiche organizzative e quella di standardizzare l'informazione per renderla pienamente trasferibile.

Questo lavoro presenta alcuni risultati dell'Indagine sugli investimenti delle imprese industriali (Invind), condotta dalla Banca d'Italia all'inizio del 2001 su un campione di circa 1.500 imprese italiane con almeno 50 addetti, rilevanti ai fini dell’analisi di questi temi.

Dai risultati dell'Indagine emerge una forte correlazione fra dimensione d'impresa e processo di introduzione delle tecnologie ICT: sia sotto il profilo della dotazione di hardware sia sotto quello delle tecnologie software di integrazione (ERP, MRP).

Apparentemente tutte le imprese italiane sarebbero collegate alla rete Internet, in realtà solo il 10 per cento del campione aggiorna il sito aziendale su base giornaliera o settimanale.

La fotografia delle imprese italiane che emerge dall'Indagine della Banca d'Italia mostra ancora modesti cambiamenti nelle strutture organizzative. Non sembra visibile una tendenza verso modelli organizzativi piatti e meno gerarchici.

Vi è qualche indicazione di relativo vantaggio delle grandi imprese nel processo di introduzione delle tecnologie ICT, dovuto a un più elevato grado di formalizzazione dell'organizzazione e della comunicazione.

Nelle filiere produttive in cui una o più grandi imprese "dominano" un nucleo di piccole imprese, l'uso delle tecnologie di integrazione e di coordinamento è di fatto imposto anche alle piccole.  

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