N. 8 - La spesa di gestione dei conti correnti

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di Pietro Paolo Napolitano, Alessandro Scognamiglio aprile 2017

Nel mese di novembre 2016 la Banca d’Italia ha pubblicato i risultati dell’ultima edizione dell’indagine sul costo dei conti correnti; l’indagine calcola la spesa media di gestione di un conto corrente sostenuta da un campione rappresentativo di famiglie sulla base delle commissioni addebitate e dell’operatività documentata negli estratti conto di fine anno. Essa è giunta alla quinta edizione ed è pertanto possibile valutare l’andamento dei costi dei conti correnti e quello delle loro determinanti a partire dal 2010.

Dalle analisi svolte in questa nota emergono i seguenti principali risultati:

- La spesa effettiva di gestione di un conto corrente “rappresentativo” è stata mediamente pari a 85 euro nel periodo 2010-2015 e a 77 euro nel 2015 (ultimo anno di osservazione).

- La spesa di gestione è diminuita quasi senza interruzione tra il 2010 e il 2015, in media del 3,4 per cento l’anno. La contrazione è attribuibile in gran parte alla diminuzione degli oneri fissi e in particolare ai minori canoni annui. Vi ha contribuito anche il calo degli oneri variabili, che riflette soprattutto la diminuzione del costo medio unitario delle operazioni; quest’ultimo effetto ha più che bilanciato l’aumento del costo medio dovuto alla crescita dell’operatività della clientela.

- Nel quinquennio le spese effettive di gestione riferibili ai conti di più recente apertura si sono ridotte più della media. Ciò riflette soprattutto la diversa composizione del paniere di servizi bancari utilizzati in questi conti; vi contribuiscono anche offerte commerciali vantaggiose volte all’acquisizione di nuova clientela.

- Nel periodo di osservazione l’ISC (l’indicatore sintetico di costo) risulta stabilmente e significativamente superiore alla spesa effettiva media (157 contro 85 euro); anche le variazioni dei due indicatori risultano non strettamente collegate. L’ISC costituisce una stima della spesa di un conto corrente fondata su ipotesi relative al consumo dei servizi bancari (che possono differire dall’effettivo utilizzo dei servizi) e ai prezzi di tali servizi (vengono solitamente assunti i prezzi massimi riportati nei fogli informativi). Tali ipotesi sono alla base del significativo divario tra i due indicatori.

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