Lo studio analizza gli effetti dell'immigrazione sul mercato del lavoro di 15 paesi dell'Europa occidentale nel periodo 1996-2010. I risultati dimostrano che gli immigrati si sono specializzati prevalentemente nelle mansioni manuali, causando una riallocazione dei lavoratori del paese ospitante verso occupazioni maggiormente complesse e meglio retribuite. Questo processo di riallocazione, che non si è arrestato durante la crisi del 2008-09, non sarebbe avvenuto a discapito del numero complessivo di posti di lavoro disponibili nell'economia ospitante e sarebbe stato più intenso nei paesi in cui il mercato del lavoro è più flessibile.