Il lavoro stima, per l'Italia, gli effetti macroeconomici di shock ad alcune voci del bilancio pubblico, utilizzando un modello vettoriale autoregressivo strutturale. Gli shock determinano un aumento solo temporaneo del debito. Un aumento della spesa per consumi finali accresce il prodotto del settore privato. Il moltiplicatore raggiunge il valore di 2,7 dopo tre anni, per poi ridursi gradualmente. L'impatto sui tassi di interesse è positivo. Restringendo l'analisi al periodo successivo al Trattato di Maastricht, il riassorbimento del debito è più rapido, i tassi d'interesse non aumentano e il moltiplicatore risulta più elevato.