Lo studio analizza la relazione tra maternità e offerta di lavoro femminile in Italia. Al fine di stimare un effetto causale si utilizza un indicatore di infecondità derivato dalle motivazioni di natura biologica o fisiologica sottostanti l'eventuale discordanza tra il numero dei figli avuti e desiderati. Si mostra che, nel lungo periodo e a parità di altre condizioni, non vi è un effetto negativo della maternità sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro; non esiste, quindi, necessariamente un conflitto tra politiche che incentivino l'una e l'altra.