Il lavoro mostra che la scelta di realizzare un investimento produttivo all'estero da parte delle aziende manifatturiere italiane non è associata a una riduzione dell'occupazione nella sede italiana né a una ricomposizione verso manodopera meno qualificata. Con riferimento alla produttività del lavoro vi sarebbero lievi effetti negativi nella sede domestica solo per le imprese che dichiarano di avviare l'attività all'estero per avvicinarsi ai mercati di sbocco. Nel lungo periodo i livelli occupazionali domestici e nelle sedi estere tendono a essere positivamente correlati. Se ne conclude che, contrariamente a quanto solitamente temuto, le attività realizzate all'estero hanno una relazione di complementarità con quelle domestiche.