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n. 37 - L'economia dell'Abruzzo

Aggiornamento congiunturale, novembre 2012

Sommario

Nel primo semestre del 2012 l'attività economica in Abruzzo si è ulteriormente indebolita. I livelli produttivi dell'industria manifatturiera si sono ridotti, riflettendo la contrazione della domanda, in particolare nella componente interna. La propensione a investire è rimasta modesta, a causa degli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata. Il perdurante ristagno dell'accumulazione si è riflesso in una contrazione della capacità produttiva tecnica rispetto al precedente picco ciclico.
Le esportazioni regionali sono diminuite in valore, risentendo in particolare del calo nel settore dei mezzi di trasporto, che ha fatto seguito a due anni di ripresa sostenuta. Nel comparto del made in Italy l'export ha continuato a ristagnare.

Nel settore delle costruzioni la contrazione dei livelli produttivi è stata più contenuta rispetto a quella registrata a livello nazionale, grazie all'impulso proveniente dalle attività di ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto. Il calo dei consumi delle famiglie abruzzesi, che risentono della protratta perdita di potere d'acquisto e del basso livello del clima di fiducia, ha frenato l'attività delle imprese del terziario.

L'occupazione si è mantenuta mediamente stabile nel primo semestre, anche grazie all'elevato ricorso alla cassa integrazione guadagni; negli ultimi mesi si sono tuttavia evidenziati segnali di deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro. L'aumento del numero delle persone in cerca di occupazione ha determinato un marcato rialzo del tasso di disoccupazione.

I prestiti alle imprese si sono ridotti in tutti i settori di attività e, in misura più accentuata, per le piccole imprese. Sulla dinamica dei prestiti hanno continuato a pesare la debolezza dell'attività di investimento e il permanere delle difficoltà di accesso al credito. La domanda di prestiti delle famiglie si è contratta, in particolare nella componente dei mutui per l'acquisto di abitazioni. Per effetto del ripiegamento ciclico, la qualità del credito alle imprese è peggiorata, soprattutto nel settore delle costruzioni.

La raccolta bancaria presso la clientela retail ha mostrato un recupero nei primi sei mesi dell'anno. Il risparmio delle famiglie si è orientato soprattutto verso i depositi bancari a scadenza protratta e i titoli di Stato. La domanda di azioni e obbligazioni è risultata in flessione.



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