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Consumo e crescita in Italia - Il Governatore Mario Draghi interviene alla 48ª Riunione Scientifica Annuale della Società Italiana degli Economisti

26-10-2007

Occorre che il reddito torni a crescere in modo stabile. La produttività è la variabile chiave. Il recente aumento dell'occupazione si è associato a una minore produttività del lavoro: è diminuito il ritmo di crescita dell'intensità di capitale, sono divenute profittevoli occupazioni a basso valore aggiunto. È mancato il sostegno della crescita della produttività totale dei fattori. Le giovani generazioni d'oggi guadagnano meno delle precedenti perché la loro produttività è meno adeguata al paradigma tecnologico corrente di quanto non lo fosse la produttività delle generazioni entrate nel mercato del lavoro nei decenni passati al vecchio paradigma. Riportare la produttività su un sentiero rapidamente ascendente risolve il problema di offerta dell'economia italiana, consente aumenti retributivi, rafforza la domanda interna. La politica economica può aiutare il rilancio della produttività e della crescita. La concorde diagnosi dei mali italiani porta in primo piano l'esigenza di misure volte a riformare le regole dell'economia e della spesa pubblica. Saranno quelle stesse misure "strutturali", mirate ad aumentare l'efficienza e la competitività della produzione interna, a sostenere i redditi e i consumi delle famiglie, assicurando la crescita dell'economia. Il ventaglio dell'azione pubblica è ampio. In connessione con i temi che ho qui trattato s'impongono tre campi. Una coraggiosa riforma del sistema d'istruzione, e in particolare dell'istruzione superiore, deve sollecitare i giovani in procinto di affacciarsi sul mercato del lavoro a investire seriamente in capitale umano. Deve consentire loro di valutare e selezionare la qualità dell'istruzione ricevuta. Deve rendere trasparente ai datori di lavoro il riconoscimento del talento perché sia adeguatamente valorizzato, anche nelle politiche retributive. Nel mercato del lavoro vanno individuati gli strumenti per ripartire più equamente i costi derivanti dalla maggiore flessibilità. Vi sono modi, sperimentati anche in altri paesi, per contemperare le esigenze di imprese competitive con le aspirazioni dei lavoratori che entrano nel mercato, con i bisogni di stabilità e crescita professionale di coloro che già vi sono. Un innalzamento dell'età effettiva di pensionamento può ricostruire l'equilibrio fra attesa di vita, attività lavorativa e modelli di consumo. Aggiungo che la necessità di accumulare ricchezza a fini precauzionali è tanto meno cogente quanto più è avanzata l'offerta di strumenti finanziari e assicurativi adeguati ai nuovi profili di rischio e incertezza. Lo sviluppo dei mercati finanziari e quello della competenza e deontologia degli intermediari possono contribuire a soddisfare queste esigenze. Stimolarli è un nostro impegno. Una ripresa della crescita del consumo è fondamentale per il benessere generale, per la crescita del prodotto, per la stessa stabilità finanziaria. Destinatari e protagonisti di questo processo sono in particolare i giovani. La politica economica avrà successo se li aiuterà a scoprire nella flessibilità la creatività, nell'incertezza l'imprenditorialità.



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