Audizione di Magda Bianco alla Camera dei Deputati sulla proposta di legge C. 1751 BusinaroloDisposizioni per la protezione degli autori di segnalazioni di reati o irregolaritĂ  nell'interesse pubblico

Magda Bianco, Capo del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia, è stata ascoltata oggi dalle Commissioni riunite Giustizia (II) – Lavoro pubblico e privato (XI) della Camera dei Deputati sulla proposta di legge in materia di protezione degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità nell’interesse pubblico.

Il contrasto alla criminalità economica e alla corruzione è fondamentale anche per i costi economici, oltre che sociali, che il fenomeno impone al paese. La Banca d’Italia svolge analisi sul tema e contribuisce al contrasto con l’azione dell’Unità di Informazione Finanziaria e gli interventi di Vigilanza.

Il disegno degli strumenti di contrasto più efficaci, e quindi anche del whistleblowing, richiede l’esame di informazioni sulla diffusione e sulle caratteristiche del fenomeno e l’analisi delle sue radici. Pur con i limiti derivanti dalla scarsa disponibilità di misurazioni solide, le indicazioni della letteratura economica e degli organismi internazionali rappresentano utili guide.

Il whistleblowing, in particolare, per essere un efficace complemento alle altre misure di contrasto, deve tenere conto del contesto. Deve essere sostenuto da una “considerazione sociale” che valuti positivamente i denunzianti, sia nella società, sia all’interno delle singole organizzazioni; richiede una giustizia efficiente, specie penale.

Il settore bancario ha sperimentato da tempo strumenti di segnalazione delle irregolarità da parte dei soggetti potenzialmente in grado di intercettare segnali utili. Alcuni di questi hanno natura obbligatoria (e sono sostenuti da sanzioni se non esercitati), altri volontaria. Tutti si sono rivelati un utile complemento all’azione di vigilanza. Il recepimento della direttiva CRD IV ha introdotto esplicitamente il whistleblowing per il personale delle banche, esercitabile sia all’interno delle banche stesse, sia nei confronti dell’autorità di vigilanza. Ne valuteremo l’efficacia.

La Banca d'Italia, che da sempre attribuisce rilievo all’imparzialità e alla correttezza della propria condotta, ha ulteriormente rafforzato le misure di prevenzione della corruzione al suo interno, in attuazione della legge n. 190/2012. Nell’ambito del Quadro etico dell’Eurosistema e del Meccanismo di vigilanza unico, definito nel marzo 2015, verranno valutate ulteriori misure, tra cui quelle relative alla tutela di chi segnala irregolarità.

Il disegno di legge – come modificato nell’“Appunto di lavoro” – recepisce le principali indicazioni degli organismi internazionali (definizione delle segnalazioni, dei segnalanti, dei destinatari delle segnalazioni, tutela efficace). La sua efficacia dipenderà anche dalla creazione di un contesto favorevole, sia sul piano culturale, che di efficace applicazione delle disposizioni penali. Sarebbe fondamentale assicurare la revisione della normativa dopo un periodo non eccessivamente lungo dall’introduzione, in seguito a una attenta analisi del suo impatto.

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