In Italia il primo biglietto fu stampato nel 1746 ad opera delle Regie Finanze di Torino. Il Piemonte, per finanziare il proprio sforzo bellico (essendo alleato con l’Austria contro la Francia e la Spagna), emise una certa quantità di moneta contro deposito di denaro. Fu Carlo Emanuele III con decreto del settembre 1745 a disporre l’emissione (per un totale di 4 milioni di lire) di diversi tagli, tra i quali quello di “3 milla lire”, di taglio più elevato.
Questi pezzi cartacei ebbero una circolazione molto limitata, in relazione anche all’elevato valore di alcune emissioni (le 3 milla lire corrispondevano al valore di un Kg. di oro fino). Essi fruttarono inizialmente un tasso di interesse annuo del 4 per cento, ed era fatto obbligo a chiunque di accettarli come fossero moneta metallica. Il tasso di interesse fu poi ridotto al 2 per cento e infine eliminato.
Pertanto, erano presenti nella carta-moneta dell’epoca le caratteristiche sia del biglietto di banca sia dell’obbligazione.