Emessa dalla zecca di Palermo dopo la conquista islamica dell’isola (827 d.C), questa moneta corrisponde a un quarto di “dinar” di peso molto simile al vecchio solido romano. Sul “tarì” e sul “dinar”si incentrava il sistema aureo degli Arabi; la monetazione in argento faceva riferimento al “dirhem”.
I “tarì”, caratterizzati da piccole dimensioni, ebbero notevole diffusione nel corso del tempo tanto che imitazioni dei tarì arabi furono coniate anche in argento fino al periodo borbonico. Il sistema monetario arabo venne improntato su quello coevo bizantino, ma a differenza di quest’ultimo non presentava l’effige del sovrano essendo contrassegnato soltanto dai versetti e dalle citazioni del Corano. Sui tarì normanni sono raffigurati sia i simboli islamici sia quelli cristiani, come la croce.