"3 1/3 sicli di argento, all'interesse di 1/6 di siclo e 6 grani per siclo, Amurritum, serva di Ikun-pi-Istar, ha ricevuto in prestito da Ilum-nasir. Nel III mese ella pagherà l'argento (dovuto). Testimoni: Salsalum, Figlio di Uqa...Sissu-I..., Nur-Ea...Daserum...su-Belitu, lo scriba".
Questo prestito d'argento, databile al 1800 a.C., proviene da una sconosciuta città, probabilmente a Sud di Baghdad. Il calcolo dell'interesse avviene nel seguente modo: 1 siclo (=8,3 gr.) contiene 180 grani; 1/6 di siclo è quindi di 30 grani; ad essi si aggiungono ulteriori 6 grani, ottenendo così 36 grani, ovvero il 20 per cento di 1 siclo. Nel contratto in esame, l'argento è preso in prestito da una donna, Amurritum: è davvero eccezionale che sia una donna a ricevere un prestito di argento. Forse ella - essendo sua serva - lo ha contratto per conto di Ikun-pi-Istar. Il prestito vale per tre mesi.
La prima civiltà urbana risale alla fine del IV millennio a.C. in Mesopotamia, l'attuale Iraq. In questo luogo nacque la prima città (Uruk) e la scrittura. I Sumeri scrissero su tavolette d'argilla, usando dapprima pittogrammi e poi caratteri cuneiformi. Negli ultimi 150 anni gli scavi archeologici hanno portato alla luce centinaia di migliaia di tavolette dei tre millenni prima di Cristo riguardanti argomenti quali documenti contabili o amministrativi, registrazioni di spedizioni, vendita di terreni, di schiavi e di altre merci. In particolare, dallo studio di queste tavolette emerge che l'argento e l'orzo (talvolta anche l'oro) fungevano da mezzi di pagamento, misura di valore e riserva di ricchezza. I popoli mesopotamici erogavano prestiti in argento e orzo, a tassi di interesse fissati per legge (leggi di Ana-Ittisu, del 3000 a.C., Codice di Esnunna e Codice di Hammurabi, entrambi risalenti al 1800 a.C), al fine di evitare il fenomeno dell'usura. Il 20 per cento costituiva la regola per l'interesse sui prestiti in argento, mentre invece per i prestiti di orzo esso era del 33,3 per cento l'anno. Si può quindi ritenere che fossero più rischiosi i prestiti di orzo, un bene fondamentale per la sussistenza che veniva prestato a gente povera, mentre l'argento costituiva il mezzo di pagamento usuale per i mercanti. A partire dal terzo millennio troviamo casi di usura combattuti attraverso la remissione dei debiti e la liberazione di coloro che, falliti per pagare i debiti, venivano resi schiavi.