Con legge del 1874 venne istituito un Consorzio comprendente le sei banche espressamente autorizzate all’emissione: Banca Nazionale nel Regno d’Italia, Banca Nazionale Toscana, Banca Toscana di Credito, Banca Romana, Banco di Sicilia e Banco di Napoli. Questi sei istituti furono chiamati ad anticipare allo Stato le somme necessarie al fabbisogno di bilancio emettendo biglietti “Consorziali” in regime di corso forzoso. I sei istituti furono resi solidalmente responsabili nei confronti dei portatori dei biglietti consorziali emessi per conto dello Stato.
Nel 1874, la prima legge organica sull’emissione introdusse un oligopolio legalizzato e regolato: la situazione esistente fu cristallizzata. Non si realizzò dunque l’idea cavouriana di una banca unica - che in Svezia, in Inghilterra e in Francia era già nata rispettivamente nel 1668, nel 1694 e nel 1800 - soprattutto per la forza degli interessi regionali.
Nel 1881, la migliorata situazione del bilancio dello Stato (pareggio dei conti grazie anche a provvedimenti di inasprimento fiscale quali la tassa sul macinato) indusse il Governo ad abolire il corso forzoso assumendo in forma diretta la gestione dei biglietti Consorziali, la cui intestazione fu modificata in “Già Consorziali“. Nel 1887 il corso forzoso fu di fatto reintrodotto.