Sulla moneta, emessa dalla Zecca di Napoli, è raffigurata l’immagine del sovrano sul dritto e l’indicazione del valore della moneta sul verso.
La Rivoluzione francese, il dominio Napoleonico e la Restaurazione lasciarono tracce evidenti nel sistema di coniazione realizzato a Napoli. Nel 1806 Napoleone Bonaparte, dopo aver assunto il titolo di re d’Italia, nominò il fratello Giuseppe re di Napoli, il quale fu poi sostituito da Gioacchino Murat, marito della sorella di Napoleone. Nel 1811 Murat introdusse a Napoli il nuovo sistema monetario di tipo francese (bimetallico, a partizione decimale, avente per base la moneta d’argento), dopo che la stessa riforma era stata estesa nel 1806 al Regno Italico. In base al nuovo sistema furono coniate in oro, oltre alla moneta da 40 lire, quella da 20 e, in argento, le monete da 1,2,5 lire e da 50 centesimi.