La moneta, emessa dalla zecca di Torino, presenta la raffigurazione della testa di Vittorio Emanuele II sul dritto e lo stemma coronato dei Savoia con la scritta “Regno d’Italia” sul verso.
Essa fa parte di un sistema monetario imperniato su divise in oro e in argento (cinque tagli per ciascuna delle due tipologie) aventi caratteristiche omogenee in termini di peso e “titolo” a quelle dei sistemi monetari di altri paesi europei (Francia, Svizzera e Belgio) che, oltre all’Italia, firmarono nel 1865 una Convenzione monetaria nota con il nome di Unione Monetaria Latina. Nel 1868 aderì anche la Grecia; altre candidature non furono mai accolte (Stato Pontificio); altri paesi, tra cui la Spagna, la Serbia e il Montenegro, uniformarono i propri sistemi monetari a quelli dell’Unione Monetaria Latina, ma non firmarono la Convenzione. L’obiettivo dell’accordo, che fu operante fino al 1926, era ricercare una soluzione ai problemi derivanti dalla scoperta di miniere d’oro in California che aveva prodotto un rilevante apprezzamento dell’argento e un differenziato abbassamento del valore intrinseco delle monete divisionarie nei vari paesi caratterizzati da un’integrazione finanziaria con la Francia. Negli anni 1873-1875 fu realizzata anche una Unione Monetaria dei paesi scandinavi .
Per la prima volta, in conseguenza dei progressi delle comunicazioni e dello sviluppo raggiunto dagli scambi di merci e dai movimenti di capitale, si era determinato un contesto economico unitario integrato e si andava diffondendo la consapevolezza che la soluzione dei problemi monetari dovesse avvenire attraverso decisioni concordate e forme di cooperazione internazionale.