La moneta, emessa dalla Zecca di Roma, presenta sul dritto la testa di Vittorio Emanuele II e sul verso lo stemma dei Savoia coronato con la scritta “Regno d’Italia”.
Con i Plebisciti del 1860 il Mezzogiorno d’Italia entrò a far parte dello Stato sabaudo. Nel 1861 fu proclamato il Regno d’Italia. In tutto il territorio nazionale fu conferito corso legale alla “lira nuova di Piemonte”, mutuata dal franco francese, che da allora assunse il nome di “lira italiana”. Il sistema monetario napoleonico, attraverso il Regno sabaudo, venne assimilato dal nuovo Regno d’Italia e confermato con una legge del 1862, nota come Legge Pepoli dal nome del ministro delle Finanze che la propose. In tale occasione fu realizzata una importante operazione di razionalizzazione della circolazione metallica: da 260 pezzi si passò a 14 pezzi (cinque tagli di monete d’oro, tra cui le 100 lire sopra raffigurate, cinque d’argento e quattro di rame). Nel 1892 la zecca di Roma rimase l’unica zecca attiva nel Regno.