La banconota, realizzata su disegni di Rinaldo Barbetti dall'incisore E.Ballarini, fu emessa dalla Banca d'Italia sulla base del D.M. 6.12.1897 e circolò fino al 1954. Essa riporta su un lato una grossa emme lavorata come l’iniziale di un manoscritto benedettino; di colore nero, marrone e viola, e di aspetto austero e solenne, prometteva una ricchezza avida e riservata a pochi.
A partire dal 1930 questo biglietto fu sostituito da una seconda emissione, realizzata su bozzetti di Giovanni Capranesi dall'incisore A.Bianchi, ricca di colori e di immagini, associata a un'idea di "banale agiatezza". Su un lato sono raffigurate due matrone in ermellino languidamente accovacciate che simboleggiavano le Repubbliche Marinare di Genova e Venezia.
La Banca d’Italia – nata nel 1893 in seguito alla fusione tra la Banca Nazionale nel Regno e le due Banche Toscane, con il compito di procedere alla liquidazione della Banca Romana - iniziò ad operare utilizzando, fino al 1896, per la produzione dei biglietti materiale di stampa della citata Banca Nazionale nel Regno
Fino al 1926 la Banca d’Italia condivise la funzione di emissione con i due banchi meridionali: Banco di Napoli e di Sicilia. Dal 1926 la Banca d’Italia è divenuta unico istituto di emissione.