Coniata sia in oro sia in argento, dalla zecca di Napoli, questa moneta è denominata “carlino”, dal nome del sovrano francese, oppure “saluto” in relazione alla scena dell’Annunciazione a Maria Vergine da parte dell’Arcangelo Gabriele, raffigurata sul verso.
Nel 1266 Carlo I d’Angiò, dopo la vittoria su Manfredi di Svevia, diede inizio nel regno di Napoli alla dinastia Angioina. In una prima fase, il sovrano proseguì con la coniazione dei “tarì” e dei “reali”; successivamente, introdusse una riforma monetaria che, in particolare, stabiliva il ritiro del circolante precedente e l’imposizione di norme che regolavano la coniazione delle monete, con l’obiettivo di prevenire eventuali tosature.