
Sulla moneta sono raffigurate le teste affrontate di un leone e di un toro.
I metalli preziosi, scambiati a peso fin dalle età più remote, divennero "moneta" nel momento in cui l'impressione del sigillo di un'autorità riconosciuta su alcuni piccoli lingotti, di peso e lega prestabiliti, ne rese possibile lo scambio a numero anziché a peso, evitando così l'uso della bilancia.
Il merito, secondo Erodoto, spetterebbe ai Lidi che coniarono monete in oro ed in argento. A Creso, ultimo re di Lidia, è attribuita la creazione di un sistema monetario bimetallico basato su monete in oro ed in argento (c.d. creseidi) legate tra loro da rapporti fissi di valore.
A Efeso, durante gli scavi dell'area sacra dedicata ad Artemide, furono recuperati numerosi globetti in elettro (gocce di metallo prive di qualsiasi contrassegno, globetti striati o punzonati, globetti con rappresentazioni figurate ed iscrizioni), interrati all'epoca di Creso, di grandissimo interesse storico in quanto documentano le prime fasi della circolazione di moneta coniata in Asia Minore.