
Sulla moneta è raffigurato l'Imperatore con nemico calpestato.
Il processo di riduzione del peso e del fino del denario, già iniziato in età giulio-claudia, nel lungo periodo divenne irreversibile tanto da indurre Caracalla ad intervenire creando, tra il 214 e il 215 un multiplo del denario, l'antoniniano con un fino del 50% ed un peso iniziale di circa 5 g..
All'ascesa incontrollata dei prezzi cercò di porre rimedio Diocleziano con una serie di provvedimenti che portarono nel 294 d.C. alla creazione di un nummus argenteus di buon peso, cui seguì la ritariffazione delle monete in corso e, successivamente, nell'autunno del 301, alla pubblicazione in tutto l'impero di un Calmiere dei prezzi di merci e servizi.
Costantino (307 - 337 d.C.), abbandonò il sistema monetario a base argentea e fece della moneta d'oro il perno della monetazione riformata dell'Impero. Il nuovo nominale, detto solidus aureus, fu emesso al taglio di 72 pezzi la libbra di metallo purissimo, con un peso di ca. g. 4,55.