Gli appalti in Banca d'ItaliaAggiornamento a febbraio 2017

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Per l’affidamento degli appalti per l’esecuzione di lavori e l’acquisto di beni e servizi necessari per lo svolgimento dei propri compiti la Banca applica le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 50/2016 – Codice degli appalti pubblici – entrato in vigore nell’aprile del 2016, che disciplina la materia dei contratti e delle concessioni pubbliche.

In relazione al nuovo modello di public procurement nazionale, incentrato sulla qualificazione delle stazioni appaltanti in base alla loro professionalità e capacità organizzativa, si segnala che la Banca già nel 2013 ha creato al proprio interno una centrale unica di committenza (Servizio Appalti), risultando una delle prime amministrazioni aggiudicatrici ad aver conseguito la certificazione di qualità aziendale secondo lo standard UNI EN ISO 9001:2015.

Per gli appalti di importo superiore alle soglie periodicamente stabilite in ambito UE (attualmente, euro 5.225.000 per i lavori, euro 209.000 per i servizi e le forniture ed euro 750.000 per i servizi sociali e altri servizi specifici) vengono svolte procedure di gara a livello europeo, di cui risultano aggiudicatari operatori sia nazionali sia esteri. L’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria avviene generalmente a seguito di indagini di mercato e avvisi a manifestare interesse, all’esito dei quali i candidati vengono selezionati nel rispetto della normativa vigente.

L’affidamento di appalti senza confronto competitivo oppure con confronto limitato a soggetti invitati dalla Banca avviene unicamente in presenza dei presupposti stabiliti dal Codice per le procedure negoziate senza pubblicazione del bando di gara ex art. 63 del D.Lgs. n. 50/2016.

Tali ipotesi ricorrono soprattutto in relazione all’acquisto di beni e servizi strettamente funzionali all’attività istituzionale di produzione delle banconote ove, per gli elevati ed evidenti profili di riservatezza legati alle peculiarità del prodotto lavorato e in relazione agli obblighi di appartenenza all’Eurosistema, la Banca può rivolgersi solo a operatori ad alta specializzazione e, in alcun casi, solo a operatori previamente accreditati presso la Banca Centrale Europea. Anche i servizi di informazioni finanziarie e di accesso a banche dati non pubbliche presentano caratteristiche tecniche che solo determinati produttori sono in grado di offrire, soprattutto in considerazione degli eventuali diritti di esclusiva da essi detenuti. Sul fronte dei beni e servizi informatici, pur nell’ambito di un mercato caratterizzato da sostenuti livelli di concentrazione, la Banca è impegnata a ridurre la quota di utilizzo di soluzioni proprietarie facendosi promotrice, in ogni sede, di soluzioni tecnologiche “aperte” basate su consolidati standard internazionali. Nel caso di progetti informatici nel segmento dei sistemi di pagamento in ambito Eurosistema, la scelta del fornitore è vincolata dalla necessità di acquisire dotazioni già in uso presso le banche centrali di altri paesi.

Tutte le procedure di gara sono svolte con modalità telematica attraverso il Portale Gare Telematiche della Banca d’Italia.

La Banca gestisce altresì procedure di appalto congiunto con l’IVASS, per l’acquisizione di beni e servizi di uso comune ai due Istituti.

Oltre all’ordinario canale di approvvigionamento mediante gara, per l’acquisizione di beni e servizi informatici e/o di carattere standardizzato la Banca ricorre, ove disponibili, alle convenzioni stipulate da Consip SpA a favore delle pubbliche amministrazioni e al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA).

La Banca, infine, partecipa all’attività dello Eurosystem Procurement Coordination Office (EPCO), organismo creato nel 2008 per favorire la condivisione delle migliori pratiche in materia di appalti e per coordinare lo svolgimento di procedure di acquisto congiunte fra le Banche centrali che vi aderiscono.

In considerazione dell’autonomia organizzativa lasciata dal Codice alle stazioni appaltanti per la definizione delle verifiche sulle procedure di spesa (artt. 32 e 33), la Banca d’Italia ha stabilito che le verifiche di legittimità siano svolte dai seguenti organi:

  • la Commissione per la verifica delle procedure di spesa, competente per gli appalti di lavori, servizi e forniture di importo superiore a 700.000 euro;
  • il Nucleo per la verifica delle procedure di spesa, competente per gli appalti di lavori, servizi e forniture di importo fino a 700.000 euro.

La composizione degli organi assicura l’indipendenza delle funzioni di controllo e mantiene alta l’attenzione al presidio dei rischi, che oggi assume rilievo anche sul piano della prevenzione dalla corruzione. In particolare, per garantire la separatezza dell’attività di verifica di legittimità rispetto agli altri adempimenti effettuati sulle procedure di spesa, vengono designati a far parte della Commissione o del Nucleo soggetti che non hanno prestato alcuna collaborazione all’espletamento della procedura soggetta a verifica.

La Commissione o il Nucleo verificano la conformità degli atti di gara alle previsioni di legge e alla normativa dell’Istituto e forniscono un parere di legittimità sulla proposta di aggiudicazione.

La responsabilità della decisione sull’aggiudicazione, che tiene conto del parere ricevuto, è conferita al Capo del Dipartimento Immobili e Appalti (ovvero al Capo del Servizio Appalti per le procedure di importo inferiore a 200.000 euro).

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