Il 1° gennaio 1999, quando ebbe inizio la terza fase dell’UEM, tre Stati membri dell’Unione europea (Danimarca, Regno Unito e Svezia) non aderirono alla moneta unica.
Il 1° maggio 2004 si sono aggiunti all’Unione europea dieci nuovi membri - Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria - seguiti, il 1° gennaio 2007, da Bulgaria e Romania. Fra questi Paesi, hanno finora aderito all'area dell'euro: la Slovenia, il 1° gennaio 2007; Cipro e Malta, il 1° gennaio 2008; la Slovacchia, il 1° gennaio 2009 e l'Estonia il 1° gennaio 2011.
Mentre la Danimarca e il Regno Unito godono di uno status speciale (sancito dai protocolli allegati al Trattato) che attribuisce loro la riserva di adesione successiva, tutti gli altri hanno lo status di Stato membro con deroga, ai sensi dell’articolo 122 del trattato CE.
L’appartenenza degli Stati all’UE comporta che le rispettive BCN siano integrate nel SEBC, che i loro governatori siano membri a pieno titolo del Consiglio generale della BCE e che i loro esperti partecipino alle riunioni dei comitati del SEBC ogniqualvolta si trattino questioni rientranti nella sfera di competenza del Consiglio generale.
Affinché uno Stato dell’UE possa entrare nell’area dell’euro, deve dimostrare di soddisfare i criteri di convergenza previsti dal Trattato CE.