Archivio dei documenti testuali

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L’archivio dei documenti testuali è formato dal complesso dei documenti prodotti, ricevuti o acquisiti a vario titolo dalla Banca d’Italia, destinati alla conservazione permanente e alla consultazione pubblica.

Il patrimonio è al momento articolato in 26 fondi. Di particolare rilevanza è il fondo Banca d’Italia, suddiviso in numerosi sottofondi che attengono alle funzioni della Banca (Vigilanza, Studi, Personale, Stabili, ecc.), derivano da strutture (uffici dell’Amministrazione centrale o filiali) o dall’attività dei componenti del Direttorio. Nel fondo Banca d’Italia sono contenute anche le carte degli organi statutari e quelle di alcuni degli istituti predecessori: Banca di Genova, Banca di Torino e Banca Nazionale nel Regno d’Italia.

Tra gli altri fondi conservati si segnalano:

  • i fondi di alcuni enti cessati, funzionalmente collegati alla Banca d’Italia o da essa promossi (Credito fondiario, Consorzio per sovvenzioni su valori industriali, Ispettorato per la difesa del risparmio e l’esercizio del credito, Ufficio italiano dei cambi, Magazzini generali di Tripoli, Cassa per la circolazione monetaria della Somalia)
  • le carte di personalità interne o esterne alla Banca pervenute all’Archivio storico sia per donazione sia per deposito volontario (carte di Paolo Baffi, Alberto Beneduce, Federico Caffè, Franco Cotula, Guido Carli, Antonio D’Aroma, Alberto de’ Stefani, Guido Jung, Donato Menichella, Giovanni Orgera, Guido Rey, Guido Ruta, Carlo Santini, Bonaldo Stringher)
  • le “raccolte diverse”, tra cui la normativa interna dell’Istituto, le relazioni dei Servizi dell’Amministrazione centrale, gli statuti, i regolamenti e i bilanci di diversi istituti di credito italiani ed esteri o di aziende finanziarie e commerciali, le relazioni annuali della Banca d'Italia, degli enti predecessori e del Credito fondiario.

Il patrimonio documentale della Banca d’Italia, a eccezione dei fondi personali, si è andato strutturando nel corso del tempo anche in base a una tradizionale suddivisione riferita al tipo di supporto cartaceo usato: si distinguono le “Pratiche”, faldoni che contengono la corrispondenza prodotta e ricevuta dalla Banca, i “Copialettere”, che raccolgono le copie su velina della corrispondenza in partenza dalle origini al 1954 e, infine, i “Registri”, di uso vario e diversificato. Tutti gli altri tipi di supporto cartaceo (planimetrie, modulistica, volumi a stampa) rientrano nella tipologia “Altro”.

Il patrimonio dell’ASBI è in continuo incremento. Alla fine del 2013 la consistenza totale era pari a 250.000 unità archivistiche. Il dato comprende sia la documentazione conservata presso l’Amministrazione centrale (160.000 unità), sia le carte custodite presso le Sezioni storiche delle Filiali (90.000 unità).

Nel 2012 è stato affidato all’ASBI, in comodato, l’Archivio del Banco di Santo Spirito, che conserva le carte più antiche dell’omonimo banco pubblico fondato a Roma nel 1605.