L'attività di vigilanza svolta dalla Banca d'Italia segue le forme del procedimento amministrativo, nel rispetto delle disposizioni dettate in particolare dalle leggi n. 241 del 1990 e n. 262 del 2005, e dà luogo all'adozione di provvedimenti soggetti al vaglio dell'autorità giudiziaria.
La maggior parte dei giudizi in materia è costituita da opposizioni avverso sanzioni amministrative, irrogate dalla Banca d'Italia nei confronti di chi svolge funzioni di amministrazione, direzione o controllo di banche o intermediari finanziari o dei loro dipendenti, responsabili di violazioni della disciplina di vigilanza. Il procedimento si avvia con la contestazione da parte della Banca d'Italia delle violazioni riscontrate. Nel corso dell'istruttoria gli interessati possono presentare proprie deduzioni. La decisione di irrogare la sanzione è rimessa al Direttorio della Banca d'Italia.
Il rimanente contenzioso in materia di vigilanza ha ad oggetto provvedimenti di varia natura adottati dalla Banca d'Italia, nell'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, nei confronti di banche e altri intermediari vigilati.
Le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti adottati dalla Banca d'Italia nell'esercizio delle funzioni di vigilanza sono devolute per legge alla giurisdizione del giudice amministrativo, con competenza funzionale inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio.