La governance della Banca d’Italia è affidata, secondo competenze e modalità di esercizio contemplate dallo Statuto, ai seguenti organi centrali: l’Assemblea dei partecipanti, il Consiglio superiore, il Direttorio, il Collegio sindacale, il Governatore, il Direttore generale e i tre Vice direttori generali.
L’assetto istituzionale dell’Istituto è stato profondamente modificato dall’ampia riforma dello Statuto approvata con Decreto del Presidente della Repubblica del 12 dicembre 2006.
Riflessi fondamentali per il funzionamento della Banca derivano dalla sua appartenenza al SEBC e dalle funzioni che le competono come parte integrante del Sistema. La partecipazione del Governatore al Consiglio direttivo della BCE comporta che i compiti e i poteri esercitati in tale ambito siano riservati esclusivamente alla carica.
La governance della Banca si fonda sui principi di autonomia e di indipendenza affermati in sede comunitaria e nell’ordinamento nazionale, e ribaditi dallo Statuto.
L’indipendenza della Banca, quale Autorità di vigilanza, da interferenze indirette dei partecipanti è garantita da norme risalenti (art.5, comma 1, DLCPS n.691 del 1947) che escludono dalle competenze del Consiglio superiore la materia della vigilanza creditizia e finanziaria.
La Banca d’Italia ha adottato un Codice etico per i membri del Direttorio in linea con i codici di condotta osservati nell’Eurosistema.
L’Istituto rende conto del proprio operato al Governo e al Parlamento. Segue criteri di trasparenza su dati e notizie relativi all’attività svolta anche attraverso la divulgazione di pubblicazioni, documenti, interventi dei membri del Direttorio.
La contabilità della Banca è sottoposta a verifica di revisori esterni, come stabilito dallo Statuto del SEBC.